Segnale FS ad Ala

E’ stato recentemente completato da parte dei soci di TrenoDoc il restauro di un antico semaforo ad ala acquistato nei primi anni 80 del secolo scorso dal nostro socio Antonio Baiamonte e da lui donato all’Associazione,  e dal compianto amico Walter De Luca, presso l’Ufficio Approvvigionamento della stazione di Palermo Lolli. Brevemente vi accenniamo la sua tipologia: il semaforo ad ala è costituito da un palo verticale a doppio T ancorato nel terreno, con l’ala alla sua sinistra, rispetto alla direzione di marcia dei treni, la quale può assumere due posizioni: orizzontale o inclinata verso il basso di circa 45°, indicante rispettivamente via impedita (luce rossa e ala in posizione orizzontale) e via libera (luce verde e ala inclinata verso il basso). L’ala semaforica era dotata di una leva con contrappeso, che richiamava l’ala automaticamente nella posizione orizzontale di via impedita. Il semaforo è provvisto di una scala, per la manutenzione e l’accensione del fanale, ma utile anche come rinforzo del palo. Sul palo, in corrispondenza dell’ala, era montato un fanale ad olio (poi in tempi successivi sostituito da lampade elettriche) per proiettare la luce del segnale di notte, detto fanale era posto dentro una scatola, detta cuffia, e veniva acceso al tramonto e spento all’alba; questa operazione veniva effettuata ogni giorno dagli assuntori, in ogni condizione di tempo meteorologico, i quali dovevano raggiungere il segnale, salire la scaletta, aprire il coperchio, estrarre il fanale, pulirlo, rifornirlo di olio, accendere la fiamma, ed infine riposizionare il fanale all’interno del palo. Il segnale originariamente era comandato a distanza attraverso delle leve con trasmissioni meccanica a filo, e solo successivamente tramite un comando elettrico che azionava un motore e un elettromagnete per disporre il segnale a via libera. Nelle foto che seguono potete ammirare alcune fasi del restauro seguito da un breve filmato (clicca qui) che ne illustra il funzionamento. Un particolare ringraziamento va all’amico Nicolò per il suo prezioso contributo.

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